Nei pressi di Santa Maria Maggiore, in una strada laterale che sfugge allo sguardo di turisti e passanti, si cela uno straordinario tesoro della Roma medievale: la Basilica di Santa Prassede.
La sua storia affonda le radici nella tradizione delle prime comunità cristiane della Capitale, ma è soprattutto con papa Pasquale I, all’inizio del IX secolo, che la basilica assume l’aspetto e la straordinaria ricchezza decorativa in stile bizantino che ancora oggi la rendono unica. Tra l’817 e l’824 il pontefice fece ricostruire l’edificio con l’intento di custodire le reliquie di numerosi martiri, trasformandolo in uno dei più importanti luoghi della memoria cristiana di Roma.
All’apparenza raccolta e discreta, Santa Prassede rivela, una volta varcata la soglia, un universo di luci, colori e mosaici dorati, capace di sorprendere il visitatore fin dal primo sguardo.
La struttura della basilica a tre navate conserva ancora l’impianto voluto da Pasquale I e conduce verso il presbiterio, dove i mosaici in stile bizantino dell’arco trionfale e dell’abside restituiscono tutto lo splendore della Roma altomedievale; un patrimonio di eccezionale valore, rimasto intatto nel corso dei secoli.
Il cuore della visita è il Sacello di San Zenone, fatto costruire da Pasquale I come cappella funeraria per la madre Teodora. Ci si trova immersi in uno spazio interamente rivestito di mosaici policromi e fondi d’oro, tanto prezioso da essere definito un vero e proprio “giardino del Paradiso”. Nel Sacello si conserva inoltre una delle reliquie più singolari legate alla storia della basilica: la Colonna della Flagellazione, che secondo la tradizione sarebbe quella alla quale Cristo venne legato prima della Passione e che sarebbe stata portata a Roma da Gerusalemme nel XIII secolo.
Il percorso di visita permette inoltre di scoprire alcune delle opere d’arte più significative custodite nella basilica, come il monumento funebre di Giovanni Battista Santoni, che rappresenta una delle primissime opere scultoree di Gian Lorenzo Bernini, realizzata quando l’artista aveva appena sedici anni.